La Direttiva IPPC (2008/1/CE, acronimo di Integrated Pollution Prevention and Control Directive) prevede, per le industrie incluse nel campo di applicazione, una nuova procedura di autorizzazione all'esercizio (AIA - Autorizzazione Integrata Ambientale), finalizzata al raggiungimento di un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso. Devono essere presi in considerazione aspetti come le emissioni e la produzione di rifiuti, il consumo di materie prime, l'utilizzo di energia, gli effetti ambientali cross-media, ecc.
In Italia la Direttiva IPPC è stata recepita con il D.Lgs. 372/1999, limitatamente agli impianti esistenti. Il recepimento è stato completato con il D.Lgs. 59/2005.
I Valori Limite di Emissione (VLE) previsti dall'autorizzazione all'esercizio sono stabiliti dall'Autorità Competente Locale (Regione o Provincia) o Statale (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), con riferimento alla prestazione ambientale associata alle Migliori Tecniche Disponibili (MTD, in inglese BAT - Best Available Techniques) o comunque equivalente, e considerando gli aspetti ambientali locali. Le BAT sono stabilite, sulla base di criteri indicati dalla direttiva (Allegato IV) e dei risultati di uno scambio di informazioni tra gli Stati Membri, l'Industria e Organizzazioni Ambientali Non Governative, nella forma di documenti BRef (BAT Reference Documents).