L’INAIL, attraverso il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA), ha realizzato la nuova scheda informativa dal titolo “Esposizione ad oli minerali precedentemente utilizzati nei motori a combustione interna e rischi cancerogeni per la salute dei lavoratori”, edizione 2026.
Il documento, articolato in quattro pagine, approfondisce i rischi per la salute derivanti dall'esposizione professionale agli oli motore usati, con particolare attenzione alla contaminazione cutanea, alle criticità del monitoraggio e alle misure di prevenzione e protezione.
Riferimento normativo
La pubblicazione si inserisce nel quadro del D.Lgs. 81/2008 e del Decreto interministeriale 11 febbraio 2021, che ha recepito le direttive europee 2019/130 e 2019/983, includendo nell'Allegato XLII del Testo Unico i lavori che comportano la penetrazione cutanea di oli minerali precedentemente utilizzati nei motori a combustione interna tra i processi che espongono ad agenti cancerogeni.
Contenuti e struttura
La normativa attribuisce particolare rilievo alla via cutanea, senza tuttavia stabilire traccianti specifici o valori limite di esposizione professionale per gli oli motore usati.
Il documento illustra le trasformazioni chimiche che si verificano durante il funzionamento del motore, quando l'olio lubrificante può accumulare idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti e prodotti della combustione.
Attività interressate
L'esposizione riguarda numerose attività, tra cui:
- manutenzione e riparazione degli autoveicoli,
- sostituzione dell'olio motore,
- recupero e trattamento degli oli esausti,
- lavorazioni dell'industria meccanica.
Il rischio principale è rappresentato dal contatto cutaneo, associato allo sviluppo di tumori della pelle, ma vengono considerati anche gli effetti dermatologici e i rischi respiratori derivanti dall'inalazione di aerosol oleosi.
Monitoraggio
Ampio spazio è dedicato alle possibili metodologie di monitoraggio dell'esposizione. INAIL esamina l'impiego di tecniche di campionamento cutaneo mediante wipes e pads, nonché il ricorso a indicatori biologici per gli IPA e i metalli pesanti. Tra i potenziali marcatori vengono analizzati il benzo(a)pirene, l'1-idrossipirene urinario e alcuni metalli, evidenziando i limiti interpretativi legati alla variabilità della composizione degli oli usati e all'assenza di valori di riferimento specifici.
DPI
Nella parte conclusiva, la scheda fornisce indicazioni sui dispositivi di protezione individuale, raccomandando guanti resistenti agli agenti chimici, indumenti protettivi, protezione oculare e, in presenza di aerosol, adeguati dispositivi di protezione respiratoria. Viene inoltre sottolineata l'importanza delle corrette pratiche di igiene occupazionale, della rimozione degli indumenti contaminati e della prevenzione dei contatti cutanei ripetuti.
Il documento si conclude con un riepilogo delle criticità nella valutazione del rischio, accompagnato da una figura esplicativa e dai riferimenti normativi e bibliografici.

