Il 12 agosto 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato una risposta a un interpello ambientale presentato da Confindustria in materia di smaltimento di trasformatori contenenti policlorobifenili (PCB).
Quesito
Il quesito chiedeva se, alla luce del Regolamento (UE) 2019/1021 sui contaminanti organici persistenti (POP), fosse ancora applicabile la disciplina nazionale che consente l’uso di trasformatori con PCB in concentrazioni tra lo 0,005% e lo 0,05% fino al termine della loro esistenza operativa, oppure se si dovesse procedere allo smaltimento entro il 31 dicembre 2025.
Risposta
Il Ministero chiarisce che, sebbene il d.lgs. 209/1999, che recepisce la Direttiva 96/59/CE, consenta l’uso dei trasformatori con PCB entro certi limiti fino al termine della loro vita utile, tale previsione deve essere letta alla luce del nuovo quadro normativo europeo, che impone scadenze più stringenti e direttamente applicabili.
In particolare, il regolamento europeo stabilisce che gli Stati membri devono individuare e rimuovere dalla circolazione, entro il 31 dicembre 2025, tutte le apparecchiature contenenti PCB in concentrazione superiore allo 0,005% in peso e con volume oltre 0,05 dm³.
Ne consegue che la deroga prevista dalla normativa nazionale non può più considerarsi applicabile oltre tale termine, e i trasformatori che rientrano nei parametri sopra indicati dovranno essere messi fuori servizio, bonificati o smaltiti entro il 31 dicembre 2025, senza possibilità di proroga.
La nota chiarisce infine che le operazioni di smaltimento e recupero dovranno essere eseguite in conformità agli allegati I e II della Direttiva 2008/98/CE, in modo da garantire la distruzione o trasformazione irreversibile dei POP, attraverso operazioni come trattamento fisico-chimico (D9) o incenerimento a terra (D10).