22/6/2026

Rischio chimico

PFAS: accordo di collaborazione MASE ed ENEA

Pubblicazione ENEA del 18/06/2026

L’ENEA ha annunciato il 18 giugno 2026 la sottoscrizione di un accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) finalizzato allo sviluppo di attività di ricerca, monitoraggio e innovazione tecnologica per contrastare la contaminazione da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle attività nazionali dedicate allo studio e alla gestione dell’inquinamento da queste sostanze persistenti, sempre più al centro dell’attenzione normativa e scientifica a livello europeo.

Accordo ENEA-MASE contro l’inquinamento da PFAS nelle acque reflue

Obiettivo

L’obiettivo dell’accordo è migliorare la conoscenza della diffusione dei PFAS nelle matrici ambientali, sviluppare tecnologie innovative per la loro rimozione e approfondire gli effetti che tali sostanze possono avere sugli ecosistemi e sulla salute umana.

I PFAS sono infatti caratterizzati da elevata persistenza ambientale, mobilità e capacità di bioaccumulo, caratteristiche che ne rendono particolarmente complessa la gestione e il trattamento.

Attività

Le attività saranno sviluppate dal Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA attraverso tre principali linee di intervento.

Prima linea

La prima riguarda l’analisi della presenza dei PFAS nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione, con una mappatura articolata per classi di sostanze, matrici e aree geografiche a livello nazionale ed europeo. Contestualmente verrà realizzata una ricognizione delle tecnologie disponibili per la rimozione e l’abbattimento dei PFAS, valutandone l’efficacia rispetto alle diverse molecole appartenenti a questa vasta famiglia di contaminanti. Tra le tecnologie oggetto di approfondimento sarà incluso anche l’incenerimento.

Seconda linea

La seconda linea di attività è dedicata allo sviluppo e alla validazione di tecnologie innovative di biorisanamento per il trattamento delle acque reflue contaminate.

L’obiettivo è individuare approcci sostenibili e applicabili su scala operativa per ridurre la presenza di queste sostanze nell’ambiente.

Terza linea

La terza linea di ricerca riguarda la valutazione degli effetti tossicologici dei PFAS sull’ambiente e sulla salute umana.

Una parte significativa delle attività sarà dedicata all’analisi dei rischi connessi al riutilizzo delle acque reflue in agricoltura e al possibile trasferimento delle sostanze contaminanti nella catena alimentare attraverso colture irrigate con tali acque.

I risultati consentiranno di definire in maniera più accurata il rischio ambientale e sanitario associato alla presenza dei PFAS e di supportare le future strategie di gestione e regolamentazione.

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Autore

Ecoricerche s.r.l.

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