Decreto del Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile n. 139 del 2 luglio 2026
“Decreto del Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile n. 139 del 2 luglio 2026 - pdf recante approvazione della Relazione tecnica conclusiva - pdf contenente gli esiti delle attività svolte in ottemperanza al Decreto n. 28 del 4 marzo 2026 del Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile, unitamente ai relativi allegati”.
Novità
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il 2 luglio 2026 il Decreto del Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile n. 139, con il quale viene approvata la "Relazione tecnica conclusiva contenente gli esiti delle attività svolte in ottemperanza al Decreto n. 28 del 4 marzo 2026".
Obiettivo
Il provvedimento recepisce il lavoro svolto dal Gruppo di lavoro istituito presso il Dipartimento Sviluppo Sostenibile e attribuisce alla relazione il valore di linea guida per le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni ai sensi dell'articolo 184-ter del D.Lgs. 152/2006, con l'obiettivo di garantire un'applicazione uniforme sul territorio nazionale della disciplina sulla cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) per gli aggregati recuperati da rifiuti inerti.
Quadro normativo
L'iniziativa si inserisce nel quadro del D.M. 28 giugno 2024, n. 127, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione e altri rifiuti inerti di origine minerale.
Il Gruppo di lavoro, coordinato dal MASE con la partecipazione di ISPRA e Istituto Superiore di Sanità, è stato incaricato di approfondire gli aspetti tecnico-scientifici connessi all'applicazione del decreto, con particolare riferimento ai flussi di materiali non espressamente ricompresi nell'ambito di applicazione del regolamento e alla definizione di indirizzi operativi condivisi.
Nel corso delle attività sono stati inoltre acquisiti i contributi tecnici di diverse Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, tra cui ARPA Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Campania.
Struttura
La relazione tecnica è strutturata in una parte introduttiva dedicata alle finalità e all'ambito di applicazione della linea guida, ai principali aspetti interpretativi del D.M. n. 127/2024 e all'approccio metodologico adottato, cui seguono i criteri generali di accettabilità dei rifiuti destinati alle operazioni di recupero e la descrizione del percorso tecnico necessario per verificare la conformità degli aggregati ai requisiti ambientali previsti dalla normativa.
Il documento è completato da cinque allegati tecnici:
- contenenti metodologie di valutazione del pericolo ambientale integrato,
- procedure per la valutazione del rischio sanitario e ambientale,
- schemi del processo decisionale,
- tabelle con i valori di riferimento tossicologici,
- e i fattori di assorbimento dermico applicabili ai contaminanti di maggiore interesse.
Argomenti
Tra gli argomenti affrontati assumono particolare rilievo i criteri da applicare nei procedimenti autorizzativi "caso per caso" relativi ai rifiuti con codici EER non compresi nell'Allegato 1 del D.M. n. 127/2024 ma destinati agli utilizzi previsti dall'Allegato 2 del medesimo decreto.
La relazione definisce un percorso metodologico basato:
- sulla verifica dei requisiti di qualità ambientale degli aggregati,
- sull'individuazione di eventuali contaminanti aggiuntivi,
- sulla valutazione del rischio sanitario e ambientale,
- sulle prove di lisciviazione,
- e sulla determinazione del pericolo ambientale integrato mediante l'utilizzo di indicatori chimici ed ecotossicologici.
Vengono inoltre richiamati i principi della disciplina europea e nazionale sull'End of Waste, precisando che le autorizzazioni caso per caso possono intervenire esclusivamente nei limiti consentiti dall'articolo 184-ter del D.Lgs. 152/2006 e nel rispetto dei criteri già definiti dalla normativa unionale e nazionale.
Con il Decreto n. 139/2026 il MASE stabilisce che la relazione costituisce un riferimento operativo per le autorità competenti chiamate a rilasciare le autorizzazioni End of Waste, favorendo criteri istruttori omogenei e un approccio condiviso nella valutazione dei materiali non espressamente disciplinati dal D.M. n. 127/2024, con l'obiettivo di assicurare elevati livelli di tutela dell'ambiente e della salute umana e una maggiore uniformità applicativa della disciplina su tutto il territorio nazionale.

