L’INAIL, attraverso il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA), ha realizzato il documento «Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto», edizione 2026, pubblicato nell’ambito della collana Ricerche.
La pubblicazione, frutto della collaborazione tra l’Istituto e i Centri Operativi Regionali (COR) del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), costituisce uno strumento di approfondimento per la ricostruzione delle esposizioni all’amianto e per il miglioramento delle attività di sorveglianza epidemiologica e prevenzione.
Struttura
Il volume, composto da 182 pagine, rappresenta una revisione estesa e aggiornata delle informazioni già contenute nell’VIII Rapporto ReNaM.
Obiettivo
L’obiettivo è individuare e descrivere le molteplici circostanze nelle quali può essersi verificata un’esposizione alle fibre di amianto, anche in settori produttivi e contesti di vita tradizionalmente meno associati a questo rischio.
Contenuti
Il catalogo esamina numerosi comparti lavorativi, tra cui:
- edilizia,
- cantieristica navale,
- industria del cemento-amianto,
- metallurgia,
- trasporti,
- agricoltura,
- industria alimentare,
- sanità,
- istruzione e pubblica amministrazione.
Per ciascun settore vengono descritte le lavorazioni, i materiali contenenti amianto, le possibili modalità di esposizione e le domande utili a ricostruire la storia lavorativa dei soggetti interessati.
Una specifica sezione è dedicata alle esposizioni non professionali, comprese quelle riconducibili agli ambienti di vita e alle circostanze familiari.
Particolare attenzione è riservata alle esposizioni difficili da identificare, soprattutto nei casi di mesotelioma per i quali non emergono immediatamente precedenti lavorativi riconducibili all’amianto. In quest’ottica, il documento presenta anche una versione aggiornata del questionario anamnestico utilizzato dalla rete dei COR, accompagnata da schede di approfondimento per industria e artigianato, agricoltura ed edilizia.
Il quadro normativo richiamato comprende la Legge 27 marzo 1992, n. 257, che ha disposto la cessazione dell’impiego dell’amianto in Italia, il D.P.C.M. n. 308/2002, relativo al sistema di sorveglianza dei mesoteliomi, e la Direttiva (UE) 2023/2668, che ribadisce l’importanza della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica delle malattie correlate all’amianto.
Conclusione
La pubblicazione offre quindi un riferimento tecnico-scientifico per riconoscere le esposizioni pregresse, migliorare la raccolta delle informazioni sui casi di mesotelioma e sostenere le attività di prevenzione e tutela della salute, anche a distanza di oltre trent’anni dal divieto di utilizzo dell’amianto.

