L’ISTAT ha pubblicato il 7 ottobre 2026 il report “Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti civici e politiche per la sostenibilità urbana – Anni 2024-2025”, un'analisi dedicata all'evoluzione della produzione e della raccolta dei rifiuti urbani in Italia, ai comportamenti delle famiglie e alle iniziative adottate dalle amministrazioni comunali per promuovere la sostenibilità ambientale.
Contenuti e struttura
Il documento, articolato in 17 pagine, presenta:
- dati statistici,
- confronti territoriali,
- grafici e approfondimenti sulle politiche di prevenzione,
- riuso e riciclo.
L'analisi si inserisce nel quadro degli obiettivi previsti dall'articolo 205 del D.Lgs. 152/2006, che stabilisce il traguardo del 65% di raccolta differenziata, e della Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, che disciplina la raccolta separata di specifiche frazioni merceologiche.
Dati 2024
Secondo i dati presentati, nel 2024 la produzione di rifiuti urbani ha raggiunto 29,9 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 2,3% rispetto al 2023, pari a 507,7 kg per abitante. Parallelamente, la raccolta differenziata è salita al 67,7%, superando il target nazionale del 65%, già raggiunto nel 2022. Permangono tuttavia significative differenze territoriali: il Nord-est registra il 77,8% di raccolta differenziata, seguito dal Nord-ovest con il 71,3%, mentre Centro, Sud e Isole si attestano rispettivamente al 63,2%, 59,9% e 60,8%.
Dati 2025
Particolare attenzione è dedicata ai comportamenti delle famiglie. Nel 2025, il 93% dichiara di differenziare sempre la carta, il 92,7% la plastica e il 92,2% il vetro. Cresce anche la separazione dei rifiuti organici, che raggiunge l'89,8%, mentre quella dell'alluminio si attesta all'83,9%. Il servizio di raccolta porta a porta interessa il 73% delle famiglie, con un livello di soddisfazione del 72,6%. Rimane invece elevata la percezione del costo del servizio, giudicato eccessivo dal 63,7% delle famiglie.
Comuni
Il report evidenzia inoltre le criticità dei comuni capoluogo, dove la raccolta differenziata raggiunge mediamente il 58,4%, a fronte di una produzione di rifiuti superiore alla media nazionale. Sul versante delle politiche comunali, il 72,9% dei capoluoghi promuove buone pratiche per ridurre l'utilizzo di carta e plastica negli uffici e nelle scuole, il 52,3% sostiene mercatini dell'usato e centri per il riuso e il 79,8% prevede agevolazioni per il compostaggio domestico. La tariffazione puntuale, pur essendo tecnicamente attivabile nel 55,1% dei capoluoghi, viene applicata soltanto dal 25,2%.
Confronto europeo
Il documento propone infine un confronto europeo, dal quale emerge che l'Italia presenta valori di riciclo e compostaggio pro capite superiori alla media dell'Unione europea, pur mantenendo margini di miglioramento nella prevenzione della produzione dei rifiuti e nell'efficienza dei servizi urbani.
Conclusioni
L'analisi ISTAT conferma quindi il progressivo consolidamento della raccolta differenziata, ma richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare le politiche di riduzione dei rifiuti alla fonte, migliorare l'organizzazione dei servizi e ridurre i divari territoriali.

