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MANUTENZIONE RETI FOGNARIE E ABROGAZIONE DARS

Conversione in Legge del D.L. 77/2021

Pubblicata il 4 agosto 2021

Il 31 luglio scorso è entrata in vigore la Legge n. 108/2021, di conversione del D.L. n. 77/2021 (cd. decreto “Semplificazioni bis”) con almeno un paio di novità rilevanti rispetto alle attuali disposizioni di legge del T.U.A. e dello stesso D.L. 77/2021.

NOVITÀ

 1).

È stato modificato il comma 5 dell’art. 230 del D.Lgs. n. 152/2006 (cd. T.U.A.), il quale ora testualmente recita:

“I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia, sia pubbliche che asservite ad edifici privati, compresi le fosse settiche e manufatti analoghi nonché i sistemi individuali di cui all'articolo 100, comma 3, e i bagni mobili, si considerano prodotti dal soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva.

La raccolta e il trasporto sono accompagnati da un unico documento di trasporto per automezzo e percorso di raccolta, il cui modello è adottato con deliberazione dell'Albo nazionale gestori ambientali entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Tali rifiuti possono essere conferiti direttamente a impianti di smaltimento o di recupero o, in alternativa, essere raggruppati temporaneamente presso la sede o unità locale del soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva, nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 183, comma 1, lettera bb). Il soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva è comunque tenuto all'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali, ai sensi dell'articolo 212, comma 5, del presente decreto, per lo svolgimento delle attività di raccolta e di trasporto di rifiuti, e all'iscrizione all'Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi di cui all'articolo 1 della legge 6 giugno 1974, n. 298."


Dal nuovo testo si desume che:

  1. il soggetto che effettua la manutenzione delle reti fognarie, incluse le fosse settiche, è da considerarsi come il produttore del rifiuto. Tale assunto permette di fare chiarezza in materia, oggetto da tempo di mille controversie sul piano giuridico;

  2. per il trasporto di tale rifiuto sarà predisposto un nuovo modello di documento di accompagnamento a cura dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali; nel frattempo si continuerà ad utilizzare il solito formulario di trasporto dei rifiuti;

  3. il manutentore ai fini del trasporto del rifiuto deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. In questo caso l’iscrizione dovrà essere fatta come soggetto professionale nelle rispettive categorie 4 e/o 5 (art. 212 comma 5), mentre non è ammessa l’iscrizione alla categoria semplificata 2-bis (art. 212 comma 8) ed è necessaria altresì l’iscrizione all’Albo Nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi. Per questo punto ci riserviamo di approfondire la questione, in quanto non chiara.


 2).


Il comma 5 dell’art. 188 del D.Lgs. n. 152/2006 è stato completamente riscritto.
Ecco la nuova formulazione:

“Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni intermedie di smaltimento, quali il raggruppamento, il ricondizionamento e il deposito preliminare di cui ai punti D13, D14, D15 dell’allegato B alla parte quarta del presente decreto, la responsabilità per il corretto smaltimento dei rifiuti è attribuita al soggetto che effettua dette operazioni”.

Il precedente comma 5, dettato dal D.L. 77/2021, stabiliva l’obbligo per il produttore del rifiuto di chiedere il rilascio della “Dichiarazione di avvio a recupero o smaltimento” (cd. “DARS”, ex “DAS”) al soggetto autorizzato ad eseguire le operazioni di smaltimento D13, D14 e D15 al quale aveva conferito il rifiuto.

La modifica ha dunque abrogato tale obbligo, andando semplicemente a sottolineare che la responsabilità per il corretto smaltimento del rifiuto è a carico del soggetto autorizzato ricevente.



Legge n. 108/2021



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